Equità e promozione della salute

In Sanità Pubblica, l’ambito della promozione della salute mette al centro il paradigma dei determinanti sociali della salute, tenendo in considerazione il ruolo delle strutture sociali nella produzione delle disuguaglianze, nell’esposizione differenziale dei soggetti ai diversi fattori di rischio, nella vulnerabilità di alcuni gruppi sociali e nei conseguenti esiti negativi sulla popolazione (o parte di essa) in termini di equità. Questa lente di analisi sui processi di salute e malattia porta a sottolineare anche qual è il ruolo che i diversi attori sociali e politici hanno nel promuovere la salute e la giustizia sociale, in termini di equità e di empowerment di tutti i soggetti coinvolti. Nel 1986 è stata approvata e sottoscritta la Carta di Ottawa, che definisce la promozione della salute come quel “processo che consente alle persone di esercitare un maggior controllo sulla propria salute e di migliorarla”. La promozione della salute fonda la sua pratica sulla partecipazione comunitaria, cioè il processo attraverso cui una comunità è attivamente e pienamente implicata nella presa di decisioni che la riguardano (WHO, 2002); in questo modo, la partecipazione diventa uno strumento di empowerment della comunità stessa, che viene inteso come “quel processo dell’azione sociale attraverso il quale le persone, le organizzazioni e le comunità acquisiscono competenza sulle proprie vite, al fine di cambiare il proprio ambiente sociale e politico per migliorare l’equità e la qualità di vita” (WHO, 2009). Nonostante si realizzi a livello comunitario, la promozione della salute va intesa come un continuum di strategie, che passano dall’azione a livello personale, alle forme di organizzazione comunitaria, alla capacità di negoziare con le istituzioni e i decisori politici, alla rivendicazione dei propri diritti (Labonté, Laverack 2008).

La promozione della salute non può quindi prescindere dall’analisi dei contesti e dei processi che generano salute e malattia, con l’obiettivo di agire su tali meccanismi favorendo l’integrazione dei saperi e dei settori che concorrono alla salute da differenti prospettive e con ruoli diversi, incoraggiando la partecipazione degli individui e delle collettività alle strategie sanitarie, realizzando politiche basate su equità e inclusione. All’interno di questo quadro, rientra la responsabilità degli attori sociali e politici nello stimolare la promozione della salute e la giustizia sociale in termini di equità e di empowerment di tutti i soggetti coinvolti (pazienti, familiari, cittadini). La complessa articolazione dei sistemi socio-sanitari ha quindi un ruolo tutt’altro che marginale: i sistemi socio-sanitari possono infatti essere un efficace strumento di contrasto alle disuguaglianze e di promozione dell’equità, redistribuendo le risorse a livello sia distale (attraverso il finanziamento pubblico basato su tassazione progressiva) sia prossimale (attraverso risposte formulate in base ai bisogni). (Costa, 2014)

Riferimenti bibliografici:

  1. Labonté R., Laverack G., 2008. ​Health Promotion in Action. From Local to Global Empowerment . Palgrave Macmillan.
  2. WHO Europe, 2002. Community participation in local health and sustainable development. Approaches and techniques, in ​ http://www.euro.who.int ​ .
  3. WHO Europe, 2009. ​Community empowerment with case studies from the South East Asia Region. Conference working document, in ​ http://www.euro.who.int ​ .
  4. Costa G., Bassi M., Censini G.F., Marra M., Nicelli A.L., Zengarini N. (a cura di), 2014. L’equità in salute in Italia. Secondo rapporto sulle disuguaglianze sociali in sanità, Fondazione Smith Kline, Franco Angeli, Milano (cap. 6 “Il ruolo della sanità nella generazione o moderazione delle disuguaglianze di salute: il governo clinico”).

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