Attività progettuali realizzate

Vedi i report delle attività qui.

La salute di bambini e adolescenti e il lavoro delle cooperative sociali.

Il progetto ha coinvolto operatori/trici e responsabili di cooperative sociali del Consorzio trentino Con.Solida che lavorano con minori.
La formazione intervento aveva l’obiettivo di individuare, a partire dall’esperienza lavorativa delle persone coinvolte, criticità e buone pratiche dei progetti precedentemente avviati dal Consorzio e dalle singole cooperative nel campo della prevenzione e promozione della salute dei minori. A tal fine sono state utilizzate metodologie partecipative di confronto e di individuazione di strategie comuni, quali World Cafè e Open Space Technology.
Il progetto si è posto in continuità con precedenti percorsi avviati dal Consorzio nell’area salute, nati dal bisogno di riorientare i propri servizi verso un approccio ampio alla salute (determinanti sociali, prevenzione e promozione) in linea con gli sviluppi della programmazione provinciale.
Il processo si è sviluppato nelle seguenti tappe:

  • Emersione e identificazione delle criticità e dei bisogni nel lavoro di cura con minori attraverso
    • l’analisi dei materiali precedentemente prodotti dal Consorzio
    • il confronto con figure dirigenti dei servizi di salute per minori
    • il confronto con figure responsabili delle cooperative coinvolte
  • Identificazione delle priorità di discussione e azione da parte di operatori/trici delle cooperative coinvolte
  • Report finale di restituzione a cura del CSI con priorità di azione individuate e proposte operative, e valutazione del percorso da parte dei/lle partecipanti.

Evaluation of PHM programme “International People’s Health University” (IPHU)

La valutazione del programma “Università Internazionale dei Popoli per la Salute” (in inglese IPHU) è stata condotta dal CSI-APS come parte della ricerca-azione internazionale denominata “Il contributo delle organizzazioni della società civile nel promuovere salute per tutti” (in inglese, The Contribution of Civil Society Organisations in Achieving Health for All– CSE4HFA), e promossa dal People’s Health Movement (PHM).
La valutazione si è svolta attraverso la costruzione di un questionario on-line inviato ai/lle partecipanti di 38 IPHU che si sono svolte in diversi paesi del mondo tra il 2005 e il 2016.
Le domande sono state sviluppate considerando il quadro di ricerca più ampio del progetto CSE4HFA e, soprattutto, l’ambito definito capacity building, che intende esplorare le seguenti questioni:

  • se e in che modo le IPHU influenzano le scelte di attivismo e di lavoro dei/lle partecipanti e il loro futuro coinvolgimento nel PHM o in altri movimenti per il diritto alla salute;
  • in che modo il PHM può rafforzare l’impatto dei propri programmi di formazione e di capacity building (per esempio rispetto alla preparazione, struttura, contenuto, lingua, ecc.);
  • se e in quale misura le IPHU contribuiscono al rafforzamento del PHM, di altre organizzazioni della società civile e di movimenti locali.

Il questionario prodotto ha dunque preso in considerazione i seguenti aspetti:

  • chi viene raggiunto attraverso le IPHU (chi sa di questa opportunità, in che modo vengono pubblicizzate e diffuse, che tipi di supporti vengono dati per la partecipazione, ecc);
  • in che modo vengono svolti i corsi (contenuti, metodologie, durata, formatori/rici);
  • cosa accade dopo i corsi (follow up, opportunità di coinvolgimento nel PHM, aumentata conoscenza e consapevolezza, coinvolgimento nei programmi globali del PHM)

Studio epidemiologico relativo alla prevalenza di patologie infettive neglette nella popolazione immigrata in 5 regioni italiane, e valutazione delle potenziali ricadute in ambito socio-epidemiologico, clinico e trapiantologico

Il progetto (2012-2015), realizzato nell’ambito del Programma CCM (Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie – Ministero della Salute), è stato coordinato dalla U.O. Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Orsola-Malpighi e svolto in partenariato con l’Agenzia Sanitaria e Sociale dell’Emilia-Romagna, il Centro per le Malattie Tropicali dell’Ospedale “Sacro Cuore – Don Calabria” di Negrar – Verona, il Dipartimento Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia e l’Ambulatorio migrante del Servizio di Medicina del Disagio dell’A.S.L. di Brescia, la Clinica Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze e l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive L. Spallanzani.

La malattia di Chagas in un Paese non endemico: il contesto bolognese. Screening sierologico e analisi multidisciplinare della malattia e del fenomeno migratorio

Il progetto nasce nel 2008 e dal 2009 vede la collaborazione tra il CSI, la U.O. Malattie Infettive e altre UU.OO. dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria S. Orsola-Malpighi (UU.OO. Pediatria, Ostetricia e Medicina dell’Età Prenatale, Microbiologia, SSD Cardiologia), con l’obiettivo di analizzare, attraverso un approccio multidisciplinare di ricerca-azione, la presenza, l’entità e le percezioni relative alla malattia di Chagas (malattia dimenticata emergente in Europa) nel territorio bolognese, e di prendere parte all’elaborazione di strategie di prevenzione e di presa in carico delle persone affette. In senso più ampio, il progetto intende indagare le caratteristiche sociali, economiche e culturali del fenomeno migratorio latinoamericano nel nostro contesto e operare nell’ambito del diritto alla salute, favorendo la partecipazione comunitaria nell’individuazione dei bisogni e nell’elaborazione delle strategie sanitarie. Nella prima fase del progetto è stata approfondita la conoscenza della popolazione in esame attraverso la costruzione di una rete con i principali referenti latinoamericani ed è stato implementato un percorso diagnostico dedicato all’interno dell’A.O.U. S. Orsola Malpighi. Sono state inoltre effettuate attività di sensibilizzazione e formazione del personale sanitario e di empowerment della popolazione migrante. Dal 2010 il progetto prevede una collaborazione formale con l’Agenzia Sanitaria e Sociale della Regione Emilia-Romagna, il consolidamento delle attività intraprese e l’approfondimento della ricerca etnografica sul territorio e all’interno dei servizi sanitari coinvolti attraverso la realizzazione di interviste qualitative e focus group con referenti istituzionali, personale medico e utenti migranti.

Nel corso del 2013 il progetto ha visto la conclusione delle sue attività di raccolta dati tanto clinici quanto etnografici. Attualmente si trova nella fase di analisi dei risultati che, ad uno sguardo preliminare, hanno mostrato la rilevanza del problema a livello regionale e allo stesso tempo la complessità data dal background socio-culturale che la malattia porta con sé e dall’eterogeneità che caratterizza il fenomeno migratorio latinoamericano nel contesto locale.

Knowledge Identity Language Tools (KILT)

Progetto europeo che nasce in risposta alla complessità che gli operatori socio-sanitari si trovano spesso ad affrontare in contesti caratterizzati da molteplici condizioni di fragilità fisica, psicologica, sociale. L’obiettivo è quello di elaborare e sperimentare percorsi formativi e pedagogici volti alla costruzione di relazioni terapeutiche che siano in grado di comprendere le specificità socio-culturali, linguistiche, economiche dei soggetti coinvolti. A partire dall’esperienza del Programa de salut internacional de l’Institut Català de la Salut (Prosics), il progetto mette al centro della sua analisi il ruolo di figure di prossimità – tra comunità e servizi – come quella dell’agente di salute, interrogandosi su competenze, capacità e bisogni formativi nei diversi contesti/territori in cui le attività si realizzano.

Dall’Italia al Marocco, e ritorno: un approccio partecipato con migranti e comunità di origine per il diritto alla salute.

All’interno di un progetto finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e volto a promuovere lo sviluppo socio-economico di alcune aree del Marocco (Résaux: Creazione di una rete interregionale di associazioni per uno sviluppo agricolo integrato basato sulla crescita del tessuto associativo rurale, parità di genere e co-sviluppo delle due sponde del Mediterraneo), è stato richiesto al CSI un intervento nel settore salute finalizzato a individuare, con una metodologia di ricerca-azione partecipativa, i principali bisogni di salute nel distretto di Foum Zguid, un villaggio del sud del Marocco. Il coinvolgimento del CSI è stato richiesto da Sopra i Ponti, associazione di immigrati marocchini a Bologna partner del progetto, in virtù di precedenti esperienze di collaborazione e mutuo supporto in azioni di advocacy per il diritto alla salute degli immigrati. L’intervento, condotto congiuntamente da medici e antropologi, è stato portato avanti con fasi alterne di lavoro con gli immigrati a Bologna (in particolare quelli provenienti dalla zona di Foum Zguid) e di missione sul campo (due missioni in Marocco della durata di un mese ciascuna, nel novembre 2011 e nel febbraio 2012). Il lavoro svolto con gli immigrati ha previsto incontri periodici, di discussione e confronto, volti inizialmente a raccogliere informazioni preliminari sul contesto marocchino, e in seguito a condividere i dati e le esperienze delle missioni. Il lavoro in Marocco si è concentrato sull’analisi dei determinanti ampi della salute in quelle aree, caratterizzate da processi di spoliazione progressiva delle risorse (ambientali, economiche e – con la migrazione, sia interna che internazionale – anche umane) e da scarsissimi investimenti governativi. Un focus particolare ha riguardato l’area dei servizi sanitari, le cui condizioni sono molto precarie dal punto di vista tanto strutturale quanto di qualità del servizio, con notevoli disuguaglianze di offerta e di trattamento per lo più condizionate dalla possibilità di pagare. La metodologia di lavoro è stata il più possibile partecipativa e ‘dal basso’, tramite incontri con gruppi di popolazione, visite ai villaggi, interviste, partecipazione alle attività locali, osservazione nei servizi. Il progetto si è concluso (o, forse, si è avviato?) con alcuni significativi incontri pubblici, seguiti dalla costituzione di una delegazione di cittadini che ha portato le istanze raccolte ed elaborate dalla comunità a rappresentanti delle istituzioni. È in corso di stesura un rapporto dettagliato sulle varie fasi del progetto, sulla metodologia adottata e sulle potenzialità e limiti di tale tipo di approccio.

Laboratorio “Conflitto d’interessi in salute”

Le attività di questo laboratorio si sono concentrate principalmente sul fronte della formazione e della ricerca. Per quanto riguarda la formazione, sono stati realizzati interventi didattici rivolti sia a operatori sanitari sia a studenti di Medicina di diversi atenei. Sul fronte della ricerca, grazie alla collaborazione con il Segretariato Italiano Studenti di Medicina (SISM), è stato realizzato uno studio volto a valutare le percezioni e le conoscenze sul conflitto d’interessi degli studenti delle Scuole di Medicina di Bari, Foggia e Varese. Inoltre è in fase di completamento una ricerca sui conflitti d’interessi delle società scientifiche italiane realizzata in collaborazione con la Consulta degli Specializzandi della Società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva.

Equal Opportunities for Health: action for development

Il progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del VII Programma Quadro, a cui il CSI partecipa all’interno di un network europeo capeggiato dalla ONG italiana “Medici con l’Africa CUAMM”. Sono partner del progetto ONG, enti locali, istituzioni accademiche e associazioni di studenti, di vari Paesi Europei, provenienti soprattutto dall’Europa dell’Est. Gli ambiti di azione sono l’insegnamento e la sensibilizzazione circa le tematiche della Salute Globale, sia a livello accademico che nell’opinione pubblica. Il CSI è prevalentemente impegnato sul fronte della formazione accademica, che prevede l’ampliamento e il consolidamento dell’offerta formativa in Salute Globale in Italia, lo scambio di esperienze tra i diversi attori del progetto e la strutturazione di reti a livello europeo. Nell’anno 2011-2012 il CSI, in collaborazione con la Rete Italiana per l’Insegnamento in Salute Globale (RIISG), ha lavorato alla progettazione e realizzazione di due eventi di formazione dei formatori ToT (Training of Trainers), svoltesi rispettivamente nel febbraio 2012 a Roma e nel novembre 2012 a Firenze. Anche sul piano internazionale il CSI ha ricoperto un ruolo di primo piano nell’animare le attività del progetto, partecipando come formatore alle ToT organizzate nelle università partner e istituendo momenti di formazione interna durante i meeting di progetto:

  • Training of Trainers in Global Health “Social Determinants and Inequalities” presso la Facoltà di Public Health dell’Università di Poznan (Polonia), 9 maggio 2012.
  • Training of Trainers in Global Health Education presso la Transilvania University, Brasov (Romania), 20 ottobre 2012.
  • Training of Trainers “Teaching methodologies in Global Health Education”, Riga (Lettonia), 25 ottobre 2012.
  • Partnership meeting, Poznan (Polonia) 10 maggio 2012.
  • Partnership meeting, Riga (Lettonia), 26 Ottobre 2012.

Erasmus Lifelong Programme

In Europa, il CSI ha intrattenuto rapporti stabili (2009-2013) con un network di istituzioni universitarie grazie all’Erasmus Lifelong Programme. Il 2013 ha visto chiudersi la progettualità triennale legata al corso Global Health and Migration (GlobHe-M), e nel 2014 si aprirà un nuovo ciclo con il corso Towards a Right to Health Without Borders (RHEACH). Partner della rete sono: Università di Valencia (Spagna); London Metropolitan University (Regno Unito); Queen Mary University (Londra, Regno Unito); Ege Üniversitesi (Izmir, Turchia); Aristoteleio Panepistimio Thessalonikis (Grecia); Charité Universitätsmedizin (Berlino, Germania); New Bulgarian University (Sofia, Bulgaria); Geneva University Hospital (Switzerland).